Non abbiamo bisogno del 4k, non sempre


Qualche volta.

Fototessera del Doom Guy

Non sono un fanatico dell’alta risoluzione, non lo sono a prescindere. So che ne hanno bisogno per vendere nuovi televisori, nuovi monitor e biglietti del cinema a prezzi sempre più alti. Dimenticavo: pure tutto l’hardware necessario a giocare a simili risoluzioni, cpu e gpu di adeguato livello e console di N generazione.
Reputo inutile questa rincorsa alle risoluzione enormi, in molti casi. In settori più specialistici, quali quello medico (penso ai monitor in sala o a quelli per la visualizzazione dei referti), tanto per dirne uno1, niente da dire: certe volte, semplicemente, la risoluzione non basta mai, nei limiti intrinseci dell’occhio umano.

Fuori dagli usi professionali, invece, questa abbuffata di pixel è davvero necessaria? Per me, intuibilmente, no: non starei qui a vergare questo rant, come dicono i giovani.

Ora, uno dei settori più affamati di bit, fantastiliardi di bit, e di hard disk, fantastilioni di hard disk, è il carrozzone dello streaming, quello che si paga (uno dei cento servizi a cui versare l’obolo mensile) e quello che si paga diversamente (pubblicità, raccolta dati). Nel primo caso, chiaramente vorremo dei contenuti in 4k per i nostri sfavillanti televisori 4k, giusto? Non mi ci metto, in questo computo: non verso oboli mensili per lo streaming, ho un televisore, in cucina, con la stessa risoluzione ddel fornetto elettrico, sempre in cucina, e incompatibile col futuro prossimo del digitale terrestre.

E i “creatori di contenuti”, ci metto delle virgolette, che stanno a caricare ore e ore di qualsiasi cosa, in 4k a 60fps, come fosse lo scopo ultimo della loro esistenza?

Punto primo: per quanti anni, ancora, Youtube & C. vorranno dar corda a un’utenza globale in grado di caricare centinaia di ore di video, ogni minuto di ogni santissimo giorno, ingurgitando giga su giga di filmati? Le loro strutture saranno in grado, infinitamente, di sopportare tecnicamente ed economicamente questa corsa alla risoluzione?

Punto secondo: TUTTI i nostri video, in streaming o meno, necessitano di una risoluzione sufficiente a mostrare i singoli peli della nostra barba, virilmente incolta? No, evidentemente. C’è una quantità esorbitante di testoline parlanti, gente che parla per ore, ore, ore, con l’inquadratura fissa sulla sua, bella o meno, capoccia, coi contenuti slegati dalla forma, tanta roba che potrebbe risolversi in un parsimonioso podcast2, passando dai giga ai mega: un ordine di grandezza minore, mica cotiche!
In ogni caso, direi che è ora di smetterla, dubito qualcuno sia arrivato sin qua: il concetto, comunque, spero di averlo veicolato a sufficienza. Non vorrei che anche questo testo scappasse dal recinto dei kB per finire in quello dei MB: gli ordini di grandezza contano.


  1. Sto barando: è l’unico che mi sia venuto in mente, mentre scrivo. ↩︎

  2. Per le testoline parlanti, il 360p è sufficiente, non lo sarebbe sicuramente per le testoline parlanti che, per esempio, mostrano schermate del computer, testi a corpo piccolo e altro; il menu di un’applicazione, lo screenshot di una pagina web, in effetti, non renderebbero granché bene a risoluzioni preistoriche. Una schifezza pressoché illeggibile, lo concedo. ↩︎