Arial, un font odiato


Specchio di esempio per il font Arial

Lo si odia, lo si usa.

Forse è solo un pretesto per spiegare qualcosa in più di questo blog.
Come intuibile, avevo voglia di qualcosa di minimale, con poche richieste (spero nessuna) esterne: per far ciò, ho studiato Hugo1 quanto bastava (poco) per mettere in piedi la baracca, mi sono procurato un tema minimale2 e l’ho modificato.
Ho rimosso il collegamento alle API di Google Font, credo di aver rimosso i nomi dei font nel codice. Piccola parentesi: i font, al maschile, non c’è alcuna spiegazione possibile, razionale, estetica alla declinazione femminile.
Dicevo: tutta questa baracconata serve a evitare caricamenti superflui, lasciando che le pagine siano visualizzate col font (sans-serif) di default del browser.

Ora, l’Arial3 è uno dei font più odiato della storia, probabilmente e giustamente secondo solo a pesi massimi quali ComicSans e Papyrus; la storia, per sommi capi, la conosciamo più o meno tutti: versione economica dell’Helvetica (il font totale globale), nato per volontà di Microsoft e poi finito, credo, tra i font di default di tutti i maggiori sistemi operativi. Non ne ho la certezza, ma penso sia presente anche su MacOS e una distro qualsiasi di Linux.

Pro:

Contro:

Chiudo: la forma può essere sostanza, la forma può supportare la sostanza, la sostanza può fare a meno della forma: non che questo blog possa avere sostanza, ma preferisco risparmiare sulla forma.


  1. https://gohugo.io/ ↩︎

  2. https://github.com/yursan9/manis-hugo-theme ↩︎

  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Arial ↩︎